Crocetta: “L’Udc ha rotto con il passato cuffariano”


Per cambiare bisogna vincere. E si vince solo alleandosi. Il candidato Pd Rosario Crocetta esorcizza i fantasmi di Lombardo e Cuffaro e promette: «Con me la Sicilia crescerà del 6 per cento l’anno»

Rosario Crocetta, lei parla di Rivoluzione. Ma come si fa con l’Udc, che ha aperto le porte a ex berluscones come Musotto o a lombardiani come Leanza?

Giro la domanda. Come si fa la rivoluzione se da 10 anni alla Regione noi candidiamo sempre personaggi di primo piano, di grande valore, come Orlando e Borsellino, sostenuti da alleanze molto di sinistra, e poi perdiamo? In Sicilia la sinistra non ha mai vinto. E si divide fra velleitari puristi e opportunisti senza fine. L’inciucio è stato per molto tempo una prassi e in questi anni abbiamo faticato a vedere l’opposizione. La Dc siciliana è quella di Sturzo e Mattarella, ma anche di Ciancimino. Questa è la terra di Pio La Torre, ma anche quella dove proprio il leader comunista ucciso dalla mafia nel 1981 diceva in una conferenza del Pci: «In questa sala ci sono dirigenti che dovrebbero stare altrove, che hanno avuto rapporti con la criminalità». Fava era segretario dei Ds che alla fine degli anni 90 appoggiavano il governo regionale Capodicasa, dove assessore all’Agricoltura era l’onorevole Cuffaro. Io allora stavo in Rifondazione. Ora Fava veste i panni dell’ideologo duro e puro della sinistra. Faccia pure, ma io non accetto insulti da lui, non ha il diritto di infangare la mia storia.

Più che con lei Fava ce l’ha con l’Udc.

L’Udc ha rotto con il passato cuffariano. Questo processo è arrivato fino in fondo? Non penso, ma se si è manichei non si va da nessuna parte. Io sono figlio di un operaio, ho imparato le lingue, sono diventato informatico, e quando ero sindaco di Gela ho fatto arrestare 950 mafiosi. A Bruxelles mi sono battuto per la Commissione antimafia europea, un sogno di Falcone. Claudio non può accusarmi di essere erede di Cuffaro. Noi abbiamo bisogno di un accordo con l’Udc, ma con regole precise che non hanno precedenti in Italia. Nelle liste non potranno candidarsi gli indagati. Non solo i rinviati a giudizio come dice lo statuto del Pd o i condannati, come dice il regolamento dell’Udc. L’Udc supera perfino un pregiudizio, candidando un gay dichiarato come me. Qualcosa sta cambiando in Sicilia. La ricetta è il centrosinistra unito che si allea coi moderati. Su un programma moderato? Su un candidato moderato? Niente affatto, qui c’è un candidato di sinistra e un programma di sinistra. Con Fava c’è un dissenso programmatico? Non direi. E allora? Se l’obiettivo di Fava è raggiungere lo sbarramento del 5 per cento, sa che noi avremmo potuto garantirglielo.

Però molti fan di Lombardo la appoggiano.

Io non sono mai stato favorevole a Lombardo. L’ho detto: io con Lombardo non ci prendo neppure un caffè. Certo, alle primarie di Palermo ho sostenuto Ferrandelli, e siccome lo hanno fatto anche Lumia e Cracolici (esponenti del Pd favorevoli all’accordo con Lombardo, ndr), quel povero ragazzo di 32 anni è stato presentato come un candidato di Lombardo. Io so che l’Idv cerca di coinvolgere in tutta la Sicilia ex dirigenti dell’Mpa, per destrutturare quel movimento in crisi. Però se la stessa cosa la fa l’Udc è un crimine. Se la mettiamo così allora Orlando stava nello stesso partito di Ciancimino… la corruzione e la mafia non si trasmettono per via aerea e la politica non si fa come le belle statuine, si fa confrontandoci. E sapendo fino a che punto si può fare un accordo e il punto in cui non si cede: mafia, corruzione, malaffare. Nessuno potrà fare di Crocetta uno strumento di potere, io sono per natura, biologicamente, un antipotere.

Ma gli alleati presenteranno le cambiali…

Non ho paura delle cambiali, io, condannato a morte dalla mafia. Quando io ero sindaco a Gela un terzo del Consiglio doveva andare in galera, eppure il prefetto non sciolse il Comune perché io ero una garanzia. Ora, lei pensa che i referenti della mafia non saranno eletti? Oppure che Fava e Orlando certi personaggi non se li imbarcano? Io potrei fare nomi e cognomi, ma penso che la politica non si fa con le risse.

In rete gira una sua foto, abbracciato con Cateno De Luca, deputato regionale arrestato nel 2011 per concussione. 

Cateno De Luca mi telefona tramite la mia scorta e prendiamo un caffè insieme. Io non conoscevo De Luca, parliamo di politica, senza fare nessun accordo, ci mancherebbe. Che facevo con De Luca, lo ammazzavo? Ma questi come intendono la politica? Io appartengo a una sinistra che non odia nessuno, per la quale i valori umani vengono prima di tutto.

Pare che il Pd, prima di appoggiarla, le abbia chiesto rassicurazioni sulla sua permanenza nel partito. Non si fidano molto di lei… 

Io ho iniziato da solo, la mia è una candidatura spontanea, nata quando il Pd era pronto a convergere sul nome del leader siciliano dell’Udc D’Alia. Ma è certo che resto nel Pd, non sono un cambia bandiera. Solo che io sono senza correnti e questo mi ha creato molti problemi. C’è modo e modo di intendere il partito, credo che il Pd debba aprirsi alla società e ai movimenti.

Sicilia modello per l’intero Paese?

Vendola governa la Puglia con l’apporto dell’Udc, ma lì non fa scandalo. In Sicilia sperimentiamo un modello per le prossime elezioni. Se ci fossero state le primarie, e avesse vinto Fava, o Orlando, io li avrei sostenuti. Le primarie invece le ha rifiutate Claudio.

Imbarcherà anche gli uomini di Fli?

Granata è una persona perbene, con lui ho fatto numerose iniziative antimafia. E Fini dopo aver fatto cadere Berlusconi ha avuto una svolta democratica: su diritti civili e immigrati ha avuto più coraggio della sinistra.

Ha detto che farà crescere la Sicilia del 6 per cento. Numeri cinesi. Non le pare troppo?

No, e se vuole faccio i conti: Ivan Lo Bello dice che la semplice sburocratizzazione porterebbe a una crescita del Pil dell’8 per cento. Io nei primi 100 giorni farò una legge per garantire la autorizzazioni in 3 mesi. Abbiamo dipendenti in eccesso? Mandiamoli nei Comuni, a fare le conferenze di servizio e la programmazione europea. Andrò a Bruxelles e chiederò a Schulz e Barroso di rinegoziare i fondi strutturali: la Sicilia ha speso solo 809 milioni su 8,5 miliardi, siamo la regione che spende meno dopo Calabria e Albania. Poi creeremo un patto dei sindaci per produrre energia. Sul solare la Germania batte l’Italia e la provincia di Bergamo la Sicilia. Basterebbe mettere i pannelli solari sui tetti dei Comuni per risparmiare 2,5 miliardi. La Sicilia può invertire il meccanismo della crisi. Senza far pagare il risanamento alla povera gente.

E poi, promette, via la mafia dagli appalti…

White list delle imprese pulite, obbligo di fornire l’informativa antimafia anche per piccoli appalti e di indicare i subappalti anche in fase di gara. E poi dobbiamo offrire un percorso privilegiato agli imprenditori che denunciano il pizzo e che oggi non lavorano più. Nessuno deve più scappare dalla Sicilia.

di Manuele Bonaccorsi
per www.left.it

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